Sostenibilità & Qualità

Bilanci di Sostenibilità

Rendicontazione di sostenibilità per le imprese soggette all’obbligo CSRD e per chi rendiconta su base volontaria: dall’analisi di materialità alla raccolta dei dati, fino alla redazione del bilancio secondo ESRS, VSME o GRI e alla preparazione all’attestazione del revisore.

Cosa facciamo

Gli ambiti di intervento

Analisi di doppia materialità

Individuiamo i temi rilevanti per l’impresa secondo ESRS 1: gli impatti su persone e ambiente e i rischi e le opportunità di natura finanziaria. Coinvolgiamo in modo strutturato gli stakeholder interni ed esterni.

Scelta dello standard e gap analysis

Definiamo con il management lo standard più adatto a obblighi, dimensione dell’impresa e richieste dei clienti (ESRS, VSME o GRI) e confrontiamo dati, processi e documenti esistenti con i suoi requisiti, individuando le informazioni mancanti.

Governance ESG e ruoli

Definiamo responsabilità, comitati e flussi informativi per la sostenibilità: chi decide, chi raccoglie i dati, chi li verifica. La rendicontazione diventa un processo aziendale, non un progetto isolato.

Raccolta e sistematizzazione dei dati

Costruiamo il sistema di raccolta dei dati ambientali, sociali e di governance: emissioni di gas a effetto serra (Scope 1, 2 e 3) secondo il GHG Protocol, energia, acqua, rifiuti, personale, salute e sicurezza, catena di fornitura.

Obiettivi, KPI e piano di azione

Traduciamo la strategia in obiettivi misurabili e indicatori coerenti con lo standard adottato. Il piano di miglioramento assegna responsabilità e scadenze, così che i progressi siano verificabili a ogni esercizio.

Redazione e preparazione all’attestazione

Redigiamo il bilancio di sostenibilità volontario o la rendicontazione di sostenibilità nella sezione dedicata della relazione sulla gestione, con evidenze tracciabili per ogni informazione, e affianchiamo l’impresa nel confronto con il revisore.

Il contesto normativo

La Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD) ha sostituito il regime della dichiarazione non finanziaria della Direttiva 2014/95/UE, recepita in Italia con il D.Lgs. 254/2016, con una rendicontazione di sostenibilità più ampia, collocata in un’apposita sezione della relazione sulla gestione e soggetta ad attestazione da parte del revisore legale. In Italia la CSRD è stata recepita con il D.Lgs. 125/2024, che ha abrogato il D.Lgs. 254/2016. La rendicontazione va predisposta secondo gli ESRS, gli standard europei adottati con il Regolamento delegato (UE) 2023/2772, che coprono temi ambientali, sociali e di governance e si fondano sul principio della doppia materialità.

Il perimetro degli obbligati è stato ridisegnato. Con il pacchetto Omnibus, presentato dalla Commissione europea nel febbraio 2025, le scadenze della seconda e della terza ondata sono state prima rinviate di due anni dalla Direttiva (UE) 2025/794, la cosiddetta stop-the-clock; è stata poi concordata una revisione della CSRD che restringe l’obbligo alle imprese di maggiori dimensioni, esclude le PMI quotate e semplifica gli ESRS. Il recepimento nazionale delle novità e le date effettive di prima applicazione vanno verificati al momento dell’incarico. Per molte PMI il tema resta però concreto, perché arriva dalla catena del valore: grandi clienti, banche, stazioni appaltanti e agenzie di rating ESG chiedono dati e politiche di sostenibilità anche a chi non è obbligato. Per queste imprese l’EFRAG ha pubblicato nel dicembre 2024 lo standard volontario VSME, pensato per rispondere alle richieste in modo proporzionato. Accanto agli standard europei restano in uso i GRI Standards, diffusi a livello internazionale, e la Tassonomia UE per la classificazione delle attività economiche sostenibili.

Il nostro approccio

Un bilancio di sostenibilità credibile nasce dai dati, non dai testi. Per questo partiamo dall’analisi di materialità (doppia materialità per chi applica gli ESRS), condotta con il coinvolgimento degli stakeholder e documentata passo per passo: è la base su cui il revisore e i lettori giudicano la solidità del documento.

Segue la costruzione del sistema di raccolta dati: per ogni indicatore definiamo fonte, responsabile, metodo di calcolo e periodicità. Calcoliamo le emissioni di gas a effetto serra secondo il GHG Protocol, distinguendo Scope 1, 2 e 3, e riconciliamo gli altri indicatori ambientali e sociali con i sistemi gestionali esistenti. Dove esistono sistemi di gestione certificati, riutilizziamo registrazioni e indicatori, evitando doppie raccolte.

Con il management definiamo poi obiettivi e KPI realistici e la governance della sostenibilità, con responsabilità esplicite a ogni livello. Redigiamo il documento con un linguaggio chiaro e lo prepariamo all’attestazione, costruendo un dossier di evidenze per ogni informazione. Il nostro obiettivo è lasciare all’impresa un processo che negli esercizi successivi si ripete con tempi e costi contenuti.

Cosa distingue il nostro servizio

  • Materialità documentata: l’analisi di doppia materialità è tracciata in criteri, soglie, fonti e coinvolgimento degli stakeholder, perché la selezione dei temi da rendicontare è essa stessa oggetto dell’attestazione.
  • Dati verificabili: ogni numero ha una fonte, un metodo e un responsabile, così da reggere il confronto con il revisore e con i clienti.
  • Integrazione: colleghiamo la rendicontazione ai sistemi di gestione ISO e al Modello 231, in particolare per anticorruzione e condotta d’impresa, riutilizzando registrazioni e indicatori già esistenti ed evitando doppie raccolte.
  • Affiancamento nel tempo: non consegniamo solo un documento; impostiamo il processo, formiamo i referenti interni e restiamo al fianco del management negli esercizi successivi.

Il nostro metodo

Come lavoriamo

  1. Inquadramento e perimetro

    Verifichiamo se e da quando l’impresa è soggetta agli obblighi CSRD, scegliamo lo standard di riferimento e definiamo perimetro di rendicontazione, tempi e referenti interni.

  2. Analisi di materialità

    Mappiamo la catena del valore e coinvolgiamo gli stakeholder per selezionare i temi da rendicontare: doppia materialità per gli ESRS, impatti per i GRI, informazioni applicabili per il VSME. Documentiamo criteri, soglie e fonti.

  3. Gap analysis e piano

    Confrontiamo dati e processi esistenti con i requisiti dello standard, individuiamo le informazioni mancanti e definiamo un piano di lavoro con responsabili e scadenze.

  4. Raccolta dati e redazione

    Attiviamo il sistema di raccolta, calcoliamo gli indicatori, definiamo obiettivi e KPI e redigiamo il documento insieme al management.

  5. Attestazione e miglioramento

    Prepariamo il dossier per il revisore, formiamo i referenti interni alla gestione del processo, supportiamo la comunicazione a stakeholder e mercato e impostiamo il ciclo dell’esercizio successivo su basi più solide.

Benefici

Cosa ottiene l’impresa

  • Risposte documentate alle richieste ESG di clienti, banche e stazioni appaltanti, con dati verificabili e non dichiarazioni generiche
  • Dati ambientali e sociali affidabili, raccolti con un processo ripetibile anno dopo anno
  • Un percorso strutturato verso l’adempimento degli obblighi CSRD per le imprese soggette e proporzionato per chi rendiconta su base volontaria
  • Visione dei rischi e delle opportunità legati a clima, energia e catena di fornitura, utile alle decisioni del vertice
  • Un unico interlocutore per sostenibilità, sistemi di gestione ISO e Modello 231, senza duplicare controlli e procedure

Deliverable

Cosa consegniamo

  • Analisi di materialità documentata (doppia materialità per gli ESRS), con matrice e coinvolgimento degli stakeholder
  • Gap analysis rispetto a ESRS, VSME o GRI con piano di adeguamento prioritizzato
  • Modello di governance ESG: ruoli, responsabilità e flussi informativi
  • Sistema di raccolta dati con schede indicatore, fonti e metodi di calcolo
  • Inventario delle emissioni GHG Scope 1, 2 e 3 secondo il GHG Protocol
  • Obiettivi, KPI e piano di azione per la sostenibilità
  • Bilancio di sostenibilità volontario o rendicontazione di sostenibilità nella relazione sulla gestione
  • Dossier di evidenze per l’attestazione del revisore e formazione dei referenti interni

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

La mia azienda è obbligata a redigere il bilancio di sostenibilità?

Dipende da dimensione, quotazione, esercizio di riferimento e appartenenza a un gruppo che rendiconta a livello consolidato, caso che può esentare la controllata. La CSRD, recepita con il D.Lgs. 125/2024, applica l’obbligo per ondate successive; la revisione Omnibus concordata in sede europea alza le soglie ed esclude le PMI quotate, con recepimento nazionale da verificare. Nella fase di inquadramento verifichiamo la posizione dell’impresa e la riesaminiamo se le norme cambiano.

Non siamo obbligati, ma i nostri clienti ci chiedono dati ESG: cosa conviene fare?

È la situazione più frequente per le PMI. Le grandi imprese devono fornire informazioni anche sulla propria catena del valore e per questo inviano questionari ai fornitori. Lo standard VSME dell’EFRAG, raccomandato dalla Commissione europea nel 2025, permette di rispondere in modo strutturato e proporzionato, con un documento unico invece di decine di questionari. La revisione Omnibus prevede inoltre un tetto alle informazioni richiedibili ai fornitori più piccoli, ancorato a questo standard.

Che cosa significa doppia materialità?

È il criterio con cui gli ESRS selezionano i temi da rendicontare: un tema è rilevante se l’impresa genera impatti significativi su ambiente e persone (materialità di impatto) oppure se ne derivano rischi o opportunità di natura finanziaria (materialità finanziaria); basta una delle due condizioni. I GRI Standards guardano alla sola materialità di impatto, il VSME non richiede un’analisi formale. Per chi è soggetto alla CSRD l’analisi va documentata, perché il processo di selezione delle informazioni è oggetto dell’attestazione.

Quali dati servono e quanto è impegnativa la raccolta?

I dati più richiesti riguardano energia ed emissioni, acqua, rifiuti, personale, salute e sicurezza, catena di fornitura e condotta d’impresa. Molti esistono già in contabilità, paghe, registri ambientali e sistemi di gestione: il lavoro consiste nel collegarli a fonti, responsabili e metodi di calcolo. Dove un dato manca, gli standard ammettono stime documentate, da sostituire con misurazioni negli esercizi successivi.

Il bilancio di sostenibilità deve essere verificato da un revisore?

Per le imprese soggette alla CSRD sì: la rendicontazione è oggetto di un’attestazione di conformità con livello di sicurezza limitato, rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione, che può coincidere con il revisore del bilancio. Per chi rendiconta su base volontaria non è obbligatoria, ma una verifica esterna aumenta la credibilità verso clienti e banche. In entrambi i casi impostiamo la raccolta dati in modo che ogni informazione sia tracciabile.

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