Il contesto normativo
Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto la responsabilità amministrativa degli enti per i reati commessi, nel loro interesse o a loro vantaggio, da chi riveste funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione, anche di fatto, o da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di questi soggetti (art. 5). La società risponde in proprio, accanto alla persona fisica, con sanzioni pecuniarie calcolate per quote e con sanzioni interdittive che incidono sull’operatività: sospensione di autorizzazioni, divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, esclusione da contributi e finanziamenti, fino all’interdizione dall’esercizio dell’attività.
Il catalogo dei reati presupposto si è ampliato negli anni e oggi copre, tra le altre, aree che toccano ogni impresa: reati contro la Pubblica Amministrazione e corruzione (artt. 24 e 25), reati informatici (art. 24-bis), reati societari (art. 25-ter), omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies), ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio (art. 25-octies), delitti in materia di strumenti di pagamento diversi dai contanti (art. 25-octies.1), reati ambientali (art. 25-undecies), impiego di cittadini di Paesi terzi con soggiorno irregolare (art. 25-duodecies), reati tributari (art. 25-quinquiesdecies), contrabbando (art. 25-sexiesdecies) e reati contro il patrimonio culturale (art. 25-septiesdecies).
Gli artt. 6 e 7 indicano la via per escludere la responsabilità: aver adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo idoneo a prevenire i reati, e aver affidato a un Organismo di Vigilanza dotato di autonomi poteri il compito di vigilare sul funzionamento del Modello e sulla sua osservanza. A questo impianto si collegano il D.Lgs. 81/2008 (art. 30) per la sicurezza sul lavoro e il D.Lgs. 24/2023 sul whistleblowing, che impone canali di segnalazione interni agli enti che hanno impiegato in media almeno cinquanta lavoratori subordinati nell’ultimo anno, a quelli che operano in settori regolati dal diritto dell’Unione (servizi finanziari, antiriciclaggio, sicurezza dei trasporti, tutela dell’ambiente) e a quelli che adottano un Modello 231.
Il nostro approccio
Un Modello vale come esimente solo se descrive presidi che esistono davvero e che vengono verificati. Per questo partiamo dai processi, non dai documenti: incontriamo i responsabili di funzione, ricostruiamo come si prendono le decisioni nelle aree sensibili (acquisti, vendite alla PA, gestione del personale, ambiente, fiscalità, sistemi informativi) e misuriamo il rischio di ciascun reato in base ai controlli già operanti.
La gap analysis individua cosa manca rispetto a quanto richiedono le Linee guida Confindustria e la giurisprudenza. Solo dopo scriviamo Parte generale, Parti speciali, Codice etico e protocolli, riutilizzando quanto l’azienda possiede già: procedure ISO, deleghe e procure, regolamenti interni, misure GDPR. Il risultato è un sistema di controllo unico, non una sovrapposizione di documenti paralleli.
Dopo l’adozione seguiamo l’Organismo di Vigilanza nella fase più delicata: quella dell’attuazione. Nel tempo curiamo piano delle verifiche, flussi informativi, gestione delle segnalazioni e formazione per ruolo, con un interlocutore che conosce il sistema fin dalla sua costruzione; quando forniamo un componente dell’OdV, resta distinto da chi ha redatto il Modello. Aggiorniamo il Modello quando cambiano i reati presupposto o l’organizzazione.
Cosa distingue il nostro servizio
- Presidi reali, non formule di stile: il Modello nasce dalle interviste ai responsabili di processo e dai controlli già operanti, con revisione di deleghe e poteri di firma; ogni protocollo descrive un presidio che esiste davvero e che l’OdV può verificare.
- Integrazione: un solo sistema di controllo che raccorda Modello 231, GDPR, sicurezza sul lavoro e sistemi ISO 9001, 14001, 45001, 37001 e 37301, con un unico calendario di audit.
- Continuità: non ci fermiamo alla consegna del Modello; seguiamo OdV, formazione, whistleblowing e aggiornamenti al variare di norme, reati presupposto e organizzazione.
- Conoscenza dei settori regolati: energia, telecomunicazioni e servizi alla Pubblica Amministrazione presentano attività sensibili specifiche, che sappiamo riconoscere e presidiare.