Il contesto
I sistemi di gestione certificati sono nati come strumento di organizzazione interna e sono diventati, negli anni, in molti casi una condizione di accesso al mercato. Le stazioni appaltanti possono richiederli nei bandi come requisito di capacità tecnica; il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) riconosce, all’art. 106, comma 8, una riduzione delle garanzie a chi possiede determinate certificazioni (tra cui ISO 9001, 14001, 45001, 27001 e 50001), in percentuali diverse e con limiti al cumulo; i grandi clienti li inseriscono nei processi di qualificazione dei fornitori; possono pesare anche nelle valutazioni di banche e assicurazioni.
Per la salute e sicurezza sul lavoro, un sistema ISO 45001 certificato sotto accreditamento rientra tra gli interventi che consentono di chiedere all’INAIL, con domanda annuale (modello OT23), la riduzione del tasso medio di tariffa. L’art. 30 del D.Lgs. 81/2008, inoltre, fonda su un sistema di gestione della sicurezza il modello organizzativo con efficacia esimente, ai fini del D.Lgs. 231/2001, per i reati in materia di salute e sicurezza (art. 25-septies); il comma 5 presume conformi, per le parti corrispondenti, i modelli definiti secondo le Linee guida UNI-INAIL 2001 e la BS OHSAS 18001:2007, oggi sostituita dalla ISO 45001. La certificazione da sola non basta: servono anche poteri di controllo, sistema disciplinare e Organismo di Vigilanza.
Il panorama degli schemi si è ampliato molto oltre la qualità. Accanto a ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 troviamo la sicurezza delle informazioni (ISO/IEC 27001, con la 27701 per la privacy e i controlli 27017/27018 per il cloud), l’anticorruzione (ISO 37001) e la compliance (ISO 37301), l’energia (ISO 50001), la continuità operativa (ISO 22301), i servizi IT (ISO/IEC 20000-1), la gestione dell’intelligenza artificiale (ISO/IEC 42001), la sicurezza stradale (ISO 39001), i dispositivi medici (ISO 13485), la sicurezza alimentare (ISO 22000 e FSSC 22000), la responsabilità sociale (SA8000) e la parità di genere (UNI/PdR 125:2022). La UNI ISO 26000 sulla responsabilità sociale e la ISO 30415 sulla diversità e inclusione sono invece linee guida: orientano le scelte e possono essere oggetto di attestazioni volontarie, ma non sono norme di requisiti certificabili.
Un elemento accomuna quasi tutte queste norme: la struttura armonizzata dell’Annex SL (Harmonized Structure, in precedenza High Level Structure), con gli stessi capitoli su contesto, leadership, pianificazione, supporto, attività operative, valutazione delle prestazioni e miglioramento. È ciò che rende possibile un sistema integrato al posto di più sistemi paralleli.
Il nostro approccio
Partiamo da come l’azienda lavora oggi. La gap analysis iniziale confronta processi, documenti e registrazioni esistenti con i requisiti della norma e produce un piano con priorità, ruoli e tempi. Su quella base progettiamo un sistema documentale essenziale: la norma non chiede manuali voluminosi, chiede che le regole siano definite, applicate e verificabili. Scriviamo le procedure con le persone che le useranno e recuperiamo quanto già funziona.
L’implementazione è affiancata: non consegniamo un pacchetto di documenti, lavoriamo con i responsabili di funzione perché obiettivi, indicatori, gestione dei rischi e controllo operativo diventino pratica quotidiana. Formiamo la direzione sul proprio ruolo, i referenti del sistema sulla gestione operativa e il personale sulle procedure che lo riguardano.
Prima della verifica esterna conduciamo l’audit interno secondo la ISO 19011 e prepariamo il riesame della direzione, con dati verificabili e decisioni tracciate. Supportiamo l’azienda nella selezione di un organismo di certificazione accreditato (in Italia da Accredia, o da altro ente firmatario degli accordi EA e IAF), nel confronto tra le offerte e durante l’audit di certificazione, nelle due fasi di stage 1 e stage 2, fino alla chiusura dei rilievi.
Dopo la certificazione il ciclo continua con le sorveglianze annuali e il rinnovo triennale. Offriamo formule di mantenimento che comprendono audit interni, gestione delle non conformità, presenza durante le verifiche e aggiornamento alle nuove edizioni delle norme, come la transizione alle edizioni 2026 di ISO 14001 e ISO 9001 nei termini fissati dagli organismi di accreditamento.
Cosa distingue il nostro servizio
- Integrazione: progettiamo i diversi schemi ISO come un unico sistema, con un solo insieme di procedure e, di norma, un unico audit integrato; lo colleghiamo a Modello 231, GDPR, NIS2 e rendicontazione di sostenibilità.
- Documentazione essenziale: solo ciò che la norma richiede e che serve a chi lavora, in documenti brevi che reggono alla verifica.
- Presenza nelle verifiche: siamo al fianco del management durante gli audit dell’organismo di certificazione e nelle sorveglianze, e gestiamo insieme la risposta ai rilievi fino alla chiusura delle non conformità.
- Audit interno e riesame prima della verifica esterna: conduciamo l’audit interno secondo la ISO 19011 e prepariamo il riesame della direzione, consegnando programma e rapporto di audit, piano delle azioni correttive e verbale con indicatori, risultati e decisioni.